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Taser, la pistola elettrica che può provocare la morte

Taser, la pistola elettrica che può provocare la morte

taser tx2Per decisione del Viminale la sperimentazione sul campo del Taser è iniziata mercoledì 5 settembre 2018. Nella fase iniziale la sperimentazione in Italia è stata affidata alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri e alla Guardia di Finanza. 70 agenti sparsi in dodici città d’Italia (Milano, Napoli, Torino, Bologna, Genova, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi) potranno utilizzare il taser. Il modello che fornito è il TX2 prodotto dalla ditta Axon (che fino allo scorso anno si chiamava, appunto Taser) che da qualche tempo opera anche in Europa.

Il Viminale ha diramato un documento dal titolo ”Linee guida tecnico-operative sull’avvio della sperimentazione della pistola elettrica denominata Taser modello X2” per iniziare a formare le forze dell’ordine in merito a questo nuovo strumento di lavoro. Considerata un’arma propria il Taser: “Può essere utilizzato esclusivamente nei casi previsti dalla vigente normativa per l’uso delle armi. L’utilizzo dell’arma in argomento è alternativo a quello dell’arma da fuoco, nei casi in cui sia necessario immobilizzare temporaneamente il soggetto“. La pistola va prima mostrata senza essere estratta, se il soggetto persiste il suo intento criminoso allora l’agente è autorizzato a impugnarla e a sparare il colpo. Nello stesso documento, poi, si precisa che bisogna tenere in considerazione: “La condizione di vulnerabilità del soggetto da colpire e nello specifico un evidente stato di gravidanza o disabilità motoria; o ancora, nel caso ci sia rischio di incendi, esplosioni o il soggetto sia ricoperto di liquidi infiammabili“.
Il prof. Maurizio Santomauro, cardiologo del policlinico Federico II di Napoli e Presidente del GIEC (Gruppo Intervento Emergenze Cardiologiche) mette in guardia sul rischio di decesso correlato all’uso della pistola elettrica Taser che provoca un effetto contrario a quello del defibrillatore semiautomatico (apparecchio salvavita che eroga corrente elettrica applicata con 2 elettrodi sul torace). Infatti, anche se di intensità inferiore, la corrente elettrica erogata per immobilizzare una persona potrebbe involontariamente causare un’aritmia e quindi provocare un decesso non voluto da parte di chi la usa.
Santomauro evidenzia che dal 2001, data di acquisizione dal Taser nel Nord America, i morti sono stati centinaia. Può essere letale soprattutto per quegli individui che già hanno patologie pregresse, aspetto che chi fa uso di un taser può non conoscere. Persone anche senza problemi cardiaci possono perdere la vita se colpiti da questa arma. La pistola elettrica Taser (immobilizzatore elettrico) provoca un danno muscolare e quindi anche al cuore in persone non cardiopatiche. Inoltre potrebbe interferire con alcuni dispositivi medici, tipo il pacemaker o il defibrillatore impiantabile (ICD).
Le pistole elettriche Taser sparano due freccette collegate tramite dei fili elettrici che producono una scarica ad alta tensione (in genere 50mila volt), ma a basso amperaggio (tra i 6 e i 10 milliampere), rilasciata in brevissimi impulsi ravvicinati (impulsi di 4 o 5 microsecondi con picchi fino a 6 ampere a un ritmo di circa 15 impulsi al secondo). Per ottenere l’effetto desiderato entrambe le freccette devono colpire il bersaglio. La Taser è già stata oggetto di numerose pubblicazioni scientifiche. Una autorevole pubblicazione nel maggio 2012 sulla rivista Circulation dal titolo “Sudden Cardiac Arrest and Death Associated with Application of Shocks from a TASER Electronic Control Device” del dottor D. Zipes ha riportato che diverse persone immobilizzate dalla pistola Taser avrebbero subito nelle ore successive degli arresti cardiaci, in alcuni casi rivelatisi fatali. Questi arresti cardiaci documentati sarebbero stati causati da una tachicardia ventricolare o una fibrillazione ventricolare. Nel 2016 il gruppo di ricercatori guidato dal prof Mark W Kroll ha pubblicato sulla rivista Circulation un interessante analisi su 12 decessi sospetti dal titolo “Taser Electronic Control Devices and Cardiac Arrest: Coincidental or Causal?”. Il dibattito scientifico è quindi aperto e soprattutto solo all’inizio.

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